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Decreto Ministeriale n. 471 del 25 ottobre 1999:


In ritardo rispetto agli Stati Uniti, Canada, Australia ed il resto dell'Europa, anche in Italia la problematica della caratterizzazione e della bonifica dei siti contaminati sta acquisendo sempre maggiore rilevanza nel campo della salvaguardia e della tutela dell'ambiente.

Tale processo è stato innescato dall'emanazione del D.M. 471/99 “Regolamento recante criteri, procedure e modalità per la messa in sicurezza, la bonifica e il ripristino ambientale dei siti inquinati, ai sensi dell’articolo 17 del decreto legislativo 5 febbraio 1997 (Ronchi), n. 22 e successive modifiche e integrazioni”, definendo:

a) i limiti di accettabilità della contaminazione dei suoli, delle acque superficiali e delle acque sotterranee in relazione alla specifica destinazione d'uso dei siti;

b) le procedure di riferimento per il prelievo e l'analisi dei campioni;

c) i criteri generali per la messa in sicurezza, la bonifica ed il ripristino ambientale dei siti inquinati, nonché per la redazione dei progetti di bonifica;

c-bis) tutte le operazioni di bonifica dei suoli e delle falde che facciano ricorso a batteri, a ceppi batterici mutanti, a stimoltanti di batteri naturalmente presenti nel suolo al fine di evitare i rischi di contaminazione del suolo e delle falde.

Un sito viene definito inquinato nel caso in cui questo presenti un grado di contaminazione del suolo, sottosuolo o acque sotterranee tali da determinare un pericolo per la salute pubblica. In pratica si definisce tale un sito in cui anche una delle sostanze inquinanti risulti superiore ai valori di concentrazione limite accettabili stabiliti dal suddetto decreto; risulta inevitabile l'obbligo di bonifica.
Il progetto di bonifica, come definito nell'allegato 4 al D.M. 471, è articolato secondo i seguenti tre livelli di approfondimenti tecnici:

I piano della caratterizzazione;

II progetto preliminare;

III progetto definitivo.

Ognuno di questi livelli progettuali si conclude con la presentazione all'autorità competente di una relazione tecnica descrittiva. Dei punti sopra elencati, quello più pertinente alle attività della società Carsico, risulta essere il primo. 

Il piano della caratterizzazione descrive dettagliatamente il sito e tutte le attività che si sono svolte o che si svolgono; individua la correlazione tra le attività svolte e la possibile origine ed estensione della contaminazione; descrive le caratteristiche delle differenti matrici ambientali; individua i percorsi di migrazione dei contaminanti ed i possibili soggetti recettori; presenta un piano di indagini da attuare per definire tipo, grado, estensione dell'inquinamento.

E' proprio questa serie di indagini tese alla determinazione del grado di contaminazione delle differenti matrici ambientali che rientrano nell'ambito della fase di investigazione iniziale in cui si inserisce la consulenza della Carsico s.r.l..

Il campionamento, le indagini e le analisi da condurre su un sito inquinato o potenzialmente inquinato devono permettere di:

- individuare tutte le possibili sorgenti di inquinamento;

- individuare le possibili vie di dispersione e di migrazione degli inquinanti dalle fonti e rilevare la concentrazione delle sostanze inquinanti nelle diverse matrici ambientali (suolo, sottosuolo, acque superficiali, sotterranee, atmosfera del suolo, atmosfera, polveri);

- ricostruire le caratteristiche geologiche ed idrogeologiche dell'area ed ottenere i parametri per la redazione dell'analisi di rischio.

La qualità dei risultati delle analisi può essere fortemente compromessa da una esecuzione non corretta delle fasi di campionamento, immagazzinamento, trasporto e conservazione dei campioni.

L'allegato 2 al D.M. 471 prevede pertanto che i prelievi di suolo, sottosuolo e materiali di riporto debbano essere effettuati a secco, senza l'ausilio di fluidi o di fanghi di perforazione ed evitando i fenomeni di riscaldamento che favorirebbero lo strippaggio dei composti volatili. Per l'analisi di sostanze surnatanti si dovrà prevedere sistemi di misurazioni e di campionamenti ad hoc, come l'utilizzo di sondini d'interfaccia olio-acqua e skimmer. Si prevede inoltre che per un maggiore dettaglio dell'indagine vengano condotti più campionamenti nel corso del sondaggio in modo da caratterizzare la variazione verticale del grado di contaminazione. La scelta del contenitore in cui riporre il campione va effettuata in funzione delle caratteristiche dell'inquinante, in modo da garantire l'affidabilità dei risultati analitici.


 

 

 

 

 

 

 

 

 


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